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Una serata storica per l’Empoli quella di sabato, con gli azzurri che hanno colto il primo successo in casa della Juventus. Una serata che entra di diritto nella storia azzurra e che il presidente azzurro Fabrizio Corsi ha commentato all’edizione locale de La Nazione.

“Non si realizza dall’oggi al domani – racconta -, ma gli attestati di stima che sto ricevendo mi confermano che è tutto vero. Arrivano dai tifosi, dal mondo del calcio, ma anche dagli sportivi neutrali, coloro che sanno rendere onore all’avversario. Questo affetto che ci sta travolgendo mi conferma che i nostri valori sono profondi, sensati, rispettati. Qui non abbiamo giocatori milionari: qui abbiamo il lavoro, la fatica, la voglia di crescere e far bene. Abbiamo tanti giovani da far maturare, un settore giovanile che è un fiore all’occhiello, abbiamo entusiasmo e competenza, ma i piedi ben saldati per terra. Lo dice anche il nostro inno: ‘Questi grandi valori non li fanno i milioni. Ma in questo campo c’è da lavorare, con umiltà potrai soltanto imparare”.

“Il risultato di Torino premia chi ha giocato meglio, chi ha saputo imporsi sul campo, la squadra è stata brava a sviluppare il gioco adeguato alla finalizzazione. Basti pensare – ha aggiunto Corsi – che dopo il gol del vantaggio noi abbiamo fatto 70 azioni di attacco a fronte delle 78 dei bianconeri. Significa che non ci siamo mai accontentati, che abbiamo giocato come se non si stesse vincendo. Sono stati tutti bravi. Ora il problema sarà gestire l’entusiasmo. Da domani lavoreremo sulla mentalità, perché i ragazzi sappiano prendere i giusti insegnamenti dalla splendida prestazione, ma non pecchino di presunzione. Le prossime gare saranno difficilissime. Il Venezia proverà a limitare il nostro potenziale. Dal punto di vista tattico non sarà una gara facile. La ricerca del gioco non sarà una passeggiata. Ora godiamoci ancora questo risultato, ma poi…”.

“Per noi è un evento – ha concluso -. I nostri ragazzi sono quasi tutti calciatori in divenire, professionisti che già ritengono una bella occasione poter giocare in quello stadio, figuriamoci uscire con i tre punti in tasca. E con quella prestazione… Due anni fa, l’anno della retrocessione facemmo un primo tempo spettacolare. Mettemmo sotto i bianconeri. Ci mancò solamente il gol. Siamo usciti dal campo con una bella prestazione, ma sconfitti. A San Siro, invece, negli anni abbiamo vinto, ma non giocando gare eccelse. Il primo di una lunga serie di attestati di stima che sto ancora continuando a ricevere, mi parlava di una bella vittoria, di un gran gioco. E siccome arriva da un dirigente più vecchio e più importante di me dà la dimensione di come l’Empoli sia visto dai grandi club. Così dico a tutti: tifate Empoli e non per la vittoria sulla Juve, tifate Empoli perché qui ci sono grandi valori e tanto lavoro”.