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Il presidente azzurro Fabrizo Corsi ha parlato stamani in conferenza stampa, ripartendo dalle dichiarazioni di ieri di Lotito. Ecco le sue parole: "Per quanto assistito in questa prima parte di stagione si è notato che è un calcio orientato sempre più verso i numeri, in modo ancor più vistosonegli ultimi 10-15 anni. Per questo, relativamente alla nostra esperienza ci sembra di essere dei sopportati. Notiamo che da una buona parte delle componenti del calcio c'è apprezzamento verso di noi e per ciò che facciamo con i mezzi che abbiamo, ma allo stesso tempo si ha la percezione di trovarci ad un banchetto dove non siamo invitati. Si sente dire che i diritti televisivi non vengono venduti a causa di squadre che hanno 2000 spettatori: purtroppo se tutto di riduce ai numeri viene meno il valore sportivo, il lavoro sul settore giovanile, sulla crescita dei ragazzi. Ridurre tutto al discorso dei televisivi credo non serva a nessuno e non sia questo il motivo per cui si è creato il gap con altri stati: in questo senso si sente dire che ridurre il numero delle squadre possa aumentare la qualità, ma ciò la trovo una cosa ridicola, pensando che anche negli altri campionati ci sono 20 squadre. Ma, come detto, il problema per me non sono i numeri: oggi le squadre non hanno un'idea di gioco, un'identità e la cultura di lanciare i giovani del proprio vivaio, vivai che vengono valutati solo in base ai risultati e non alla crescita dei ragazzi. Quindi se si parla di numeri noi non siamo adatti e abbiamo poco da dire se al contrario si parla di calcio anche noi possiamo dire la nostra, visto che in Italia sono in pochi a farlo. Non voglio giudicare, ma portare la discussione sull'aspetto tecnico. Negli ultimi 15 anni il lavoro di dirigenti ed allenatori è orientato verso interessi quasi prettamente economici e l'ottenimento del risultato a tutti i costi e nel minor tempo possibile. In Italia, se togliamo noi e il Sassuolo, non ci sono squadre che fanno giocare e valorizzano i nostri italiani, preferendo troppe volte gli stranieri che non sempre risultano migliori. Un altro punto su cui riflettere è sicuramente quello degli stadi, un problema da affrontare perché purtroppo abbiamo impianti che devono essere rimasti e pensati ad essere usati sette giorni su sette. Questo deve essere il pensiero di chi ci governa, delle amministrazioni pubbliche e delle società per riuscire a fare stufi più godibili, e dove si offra uno spettacolo accattivante".