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Domenica 9 novembre 1986 è in programma la nona giornata del campionato di serie A 1986 – ’87 e l’Empoli ospita il Verona. Dopo le prime due giornate conclusesi con altrettante vittorie, gli azzurri di Salvemini, per la prima volta nella loro storia nell’Olimpo del calcio, sono celebrati come la prima grande rivelazione del torneo. Poi, però, ecco sei sconfitte di seguito che offuscano lo splendido esordio in A dei toscani, risucchiati al terz’ultimo posto in zona retrocessione. Per carità, nessun dramma, ci mancherebbe, siamo appena a novembre, la graduatoria è corta e del tutto in linea con i pronostici estivi. Semmai, ad essere onesti, l’anomalia positiva è stata quella registrata all’inizio della stagione, quando nessuno avrebbe pronosticato l’Empoli primo in classifica a punteggio pieno, capace, tra l’altro, di battere l’Inter alla prima giornata. Interrompere la serie negativa, almeno cercando di racimolare un pareggio, questo sconosciuto, finora, in casa azzurra, sarebbe, però, auspicabile. Innanzitutto per muovere un po’ la classifica e poi pure per riprendere il lavoro con maggiore tranquillità due settimane dopo, stante la sosta per gli impegni delle nazionali nelle qualificazioni europee. Per una squadra che vuole invertire la tendenza, un’altra che, invece, vuole confermare la striscia di imbattibilità che dura da sette giornate: il Verona di Bagnoli, infatti, dopo aver perso l’esordio, ha sempre portato a casa punti (tre vittorie e quattro pareggi), salendo al secondo posto in classifica. Un piccolo miracolo che i tifosi scaligeri sperano possa materializzarsi nell’ancora più impossibile missione di bissare l’inaspettato, mitico, scudetto di due anni prima. Salvemini, che conta assenze non di poco, rispondenti ai nomi di Casaroli, Lucci e Salvadori, si affida a Drago, Vertova, Gelain, Della Scala, Picano, Brambati, Cotroneo, Urbano, Ekstrom, Della Monica ed Osio. Bagnoli, invece, sorprende tutti, lasciando in panchina due stelle come Paolo Rossi ed Elkjaer schierando Giuliani, Ferroni, De Agostini, Galia, Fontolan, Tricella, Verza, Volpati, Pacione, Di Gennaro e Bruni. Un’ottima opportunità capitata dopo appena due minuti dall’avvio a Cotroneo, che non riesce a finalizzare un assist al bacio di Della Monica, è il segnale che la squadra di Salvemini c’è e vuole dimostrarlo sin da subito. Tuttavia, manca la profondità a finalizzare la fitta tela di passaggi orizzontali pazientemente tessuta, in particolare, da Brambati, Cotroneo, Urbano e Vertova. Ekstrom quando prende palla incanta il Castellani, ma la mira non è precisa davanti a Giuliani. I veneti faticano a manovrare con ordine: Verza gira spesso a vuoto sulla tre quarti, Bruni si muove sulla sinistra senza costrutto, Di Gennaro è più operaio che direttore dei lavori e De Agostini e Galia faticano a rendersi pericolosi quando abbandonano le retrovie. Tuttavia, alla fine del primo tempo, Volpati ha l’occasionissima per portare avanti i suoi, scattando sul limite dell’off side e calciando fuori di un soffio in diagonale con Drago in uscita. Sostiene Volpati che due avversari gli avrebbero urlato di essere in fuorigioco, facendogli perdere l’attimo fuggente. E il finale di tempo si tinge ancora una volta di giallo blu quando Pacione colpisce di testa, sfiorando il palo. Nella ripresa, Salvemini richiama Osio ed inserisce Mazzarri. L’Empoli è sempre vivo e al 61’ passa, complice il lavoro maniacale settimanale a provare e riprovare schemi su calci da fermo: corner raso terra dalla sinistra di Della Monica, finta furbetta di Ekstrom che sbilancia i marcatori veronesi, Mazzarri non ci arriva, ma ecco il destro del terzino destro Vertova battere imparabilmente Giuliani da distanza ravvicinata. Gioia grande al Castellani e per Vertova, al suo primo goal in serie A ed il secondo in maglia azzurra, dopo aver segnato l’anno prima tra i cadetti di testa contro il Cagliari, sempre su azione d’angolo. Bagnoli, evidentemente perplesso, si decide a portare sul palcoscenico prima Elkjaer, sostituto di un terzino, Ferroni, al 63’, e poi Rossi (in campo dal 76’ per Verza). Il Verona, decisamente più offensivo, tiene i toscani per lunghi tratti nella propria metà campo, ma gli spazi per ferire Drago sono pochi ed intasati, mentre quelli lasciati alle proprie spalle sono numerosi ed ampi. Un invito a nozze per il talento di Ekstrom, sempre imprendibile nell’uno contro uno, ma non efficace al momento di concludere. La vittoria, però, alla fine arriva, condannando il Verona alla seconda sconfitta in campionato e facendo risorgere l’Empoli a nuova… Vertova! Federico Ferretti