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Domenica 23 febbraio 2003 è in programma la 22°giornata del campionato di serie A 2002 – '03 e l'Empoli va a far visita al Bologna. Per entrambe le squadre, l'ultimo appuntamento con la vittoria è stato fissato in casa propria il 15 dicembre 2002 (2 – 1 dei rossoblu sul Parma ed 1 – 0 degli azzurri sul Modena), dopodiché, nelle ultime sette uscite, due pareggi e cinque sconfitte per gli emiliani, quattro pari e tre insuccessi per i toscani. Analizzando l'andamento della squadra di Guidolin, parlare di crollo appare ingeneroso. Meglio affrontare la questione all'insegna del rientro nella normalità, dopo la prima parte del girone di andata condotta decisamente oltre la media punti salvezza. Il nono posto in graduatoria, a +6 sulla quart'ultima, invita, comunque, a ben sperare nella possibilità di raggiungere rapidamente la zona tranquillità, vero obiettivo di inizio stagione. Eppure, il calo evidente iniziato a ridosso del solstizio d'inverno, ha raffreddato un po' l'entusiasmo – in verità, più a Casteldebole che sotto le due torri – e cucito le bocche dei tesserati rossoblu, in silenzio stampa da una settimana. I tifosi emiliani, però, invitano tutti, giornalisti inclusi, a sdrammatizzare il momento no, suggerendo, come migliore metodo, la ricerca di una più assidua intimità con il proprio partner… Ma la passione per la propria squadra del cuore non è in discussione, anche per i supporter empolesi, come dimostrato da cento cuori azzurri pulsanti nello spronare gli uomini di Silvio Baldini alla vigilia del match del "Dall'Ara", per cercare di tirarsi su da quel meno due dalla serie B, continuando a tenere sotto di se ben sette rivali per non retrocedere. Guidolin, criticato più volte nell'ultimo infelice scorcio del torneo, sorprendendo tutti, rinuncia alla classe ed al carisma di Signori, scaldatosi regolarmente insieme ai compagni, ma poi accomodatosi in panchina. Fiducia, allora, ad un 4-4-1-1 con Pagliuca in porta, Paramatti, Zanchi, Falcone e Castellini in difesa, Nervo, Olive, Colucci e Locatelli a centrocampo, Bellucci a supporto del centravanti Cruz. Baldini, invece, non rinnega il suo 4-2-3-1 e schiera Berti tra i pali, Belleri, Cribari, Pratali e Buscè in difesa, Grella e Giampieretti mediani bassi, Di Natale, Vannucchi e Carparelli sulla tre quarti, Borriello unica punta. In apertura, proprio l'aitante attaccante azzurro, giovane di belle speranze in prestito dal Milan, preferito a Rocchi, normalmente titolare, sembra illudere Baldini e co, quando, ottimamente servito da Vannucchi, costruisce la prima palla goal dell'incontro, per poi sprecarla malamente, partorendo col destro, non il suo piede preferito, un debole diagonale, inoffensivo per Pagliuca. Così, basta una manciata di minuti perché Guidolin, di fronte alla crescente inconsistenza dell'avversario di giornata, si senta autorizzato ad aumentare la carica offensiva dei suoi, affiancando Bellucci a Cruz. E proprio Bellucci, al 14', dopo aver subito un ingenuo fallo al limite dell'area da parte di Giampieretti, complice un improvvida mossa della barriera, fa secco Berti direttamente su punizione, calciata di esterno destro a giro. La piccola rivoluzione adottata in partenza da Guidolin, che poggia, oltre che sull'esclusione di Signori, anche su Paramatti terzino destro al posto di Zaccardo e Castellini dirottato dal centro alla sinistra della retroguardia, funziona eccome e dà vita ad altre due ottime opportunità per chiudere già i conti nei primi 45 minuti: una coppia d'assist al bacio di Locatelli (il primo di testa, spalle alla porta) libera Bellucci e Nervo al tiro, ma l'autore del primo goal si fa murare da Berti, e l'esterno destro, arrivando in corsa, manda alto con la porta spalancata. Rivoluzione bolognese che continua dopo dieci minuti del secondo tempo: Falcone, infatti, si fa male e Guidolin è costretto a mettere dentro Zaccardo, mentre, subito dopo, è un cambio tattico la scelta di richiamare in panchina Nervo per Vanoli. Ma, già in precedenza, Belleri – sulla linea, dopo un rimpallo su Cruz – e Berti avevano dovuto salvare su Bellucci, sempre molto attivo. Baldini, infastidito dalla slow motion con cui i suoi continuano a dare non ritmo alla gara, tra il 17' ed il 22' toglie Carparelli e Vannucchi e butta dentro Buscè e Rocchi. Ma, più che la qualità, mancano, incomprensibilmente, grinta e spirito di sacrifico, normalmente caratterizzanti chi, in Provincia, non vuole vivere ai margini della serie A. Locatelli, dopo aver fatto fuori mezzo Empoli, arriva a tirare fiacco di destro, graziando Berti che, però, al 23', deve arrendersi di fronte ad un'autentica prodezza di Vanoli ancora una volta su punizione, causata da un'entrata completamente fuori tempo di Pratali su Locatelli, metro più metro meno dalla stessa posizione del primo free kick vincente di Bellucci. Incassata la batosta, a Baldini non resta che iniziare già a pensare a come sbarrare la strada, sette giorni dopo, alla Roma, orfano dei due centrali titolari, Cribari e Pratali, entrambi diffidati e squalificati per la gara dell'Olimpico, dopo aver rimediato il fatal giallo al "Dall'Ara". Una sconfitta più che meritata ed un altro turno, l'ottavo, senza successi, che getta l'Empoli nel mischione salvezza, ma non nello sconforto i circa 400 tifosi giunti a Bologna, che chiamano a gran voce sotto la curva "San Luca" i giocatori, incitandoli a non mollare, evidentemente contagiati dalla vena poetica del compianto Tonino Guerra, che, in un noto spot pubblicitario dell'epoca, dal parcheggio di un supermercato immaginariamente non molto distante da Bologna, affermava a gran voce che "L'ottimismo è il profumo della vita"! Federico Ferretti